domenica 27 maggio 2012

Un film per Castlevania?

Ed eccomi dopo una pausa di due giorni (in cui ho avuto modo di vedere un film al cinema "Dark Shadows") e rivederne un altro su Blu Ray: Thor e si vede che tutto sto fantasy mi ha dato la spinta per recensire un videogame su cui avrei gettato "fango" più avanti:

 (*clavicembalo in sottofondo)

Non starò adesso qui a fare la solita retorica per paragonare il titolo ai suoi illustri (ma non tutti) predecessori, anche perchè sarei ridondante e sinceramente mi son rotto le scatole di leggere sempre le stesse cose (a parte il fatto che i primissimi Castlevania come struttura potrebbero essere accomunati facilmente ad un picchiaduro a scorrimento odierno anche se millemila volte più difficili e complessi). 
Cmq. chiusa sta parentesi parliamo del titolo in questione.
Acquistato tramite siti inglesi in modo da risparmiare (insieme ad El-Shaddai di prossima recensione) qualche soldo era con sentimenti contrastanti che volgevo lo sguardo a questo nuovo "capitolo" della saga della Konami.
Da una parte m'ero fatto brillare gli occhi durante tutto l'anno in cui ho evitato sapientemente l'acquisto a prezzo intero (in realtà speravo in un'uscita Game of the Year, ma vabbè) con i filmati del precedente E3 che evidenziavano il fatto che il caro Hideo Kojima c'avesse messo lo zampino... ergo ero pronto... PRONTISSIMO ad un film interattivo... e purtroppo  non ero eccessivamente lontano dalla realtà.
Ma son ben conscio del fatto che oramai l'industria è indirizzata maggiormente verso la spettacolarizzazione piuttosto che alla sostanza del prodotto e quindi ho cercato ovviamente di bypassare questo ulteriore sentimento di stizza concentrandomi su altri aspetti.

Kurt Russel anche qui in Lords of Shadows?
 Urrà?

Cominciamo dal look! 
La prima cosa che salta all'occhio effettivamente è un prodotto ben confezionato sotto l'aspetto delle location e del character design del protagonista, anche se un filino troppo somigliante al caro Snake di Metalgearsolidiana memoria. Quello che però stona (a parte l'assenza dell'altra Kojima... l'artista dell'"horror fetish melodramma lirico" con mio sommo disappunto) è il fatto che gli altri esseri umani che appaiono durante il gioco risultino un filino troppo mono espressivi rispetto al caro protagonista bisteccone.  
Fortuna o sfortuna vuole che il caro Gabriel interagisca poco con loro e che effettivamente a parte delle comparse (i cari abitanti dei classici villaggi timorati da Dio e jellati come dei Caimani del Gange teletrasportati in Antartide), gli altri esseri "umani" si riducano a 3 elementi... ma a parte la ragazza con il Robo..cough...Armatura Senziente che la protegge, che tanto risulta piatta come un foglio di carta velina bruciato, ma lo stesso personaggio doppiato dall'Esimio Patrick Stewart o lo spirito della perduta moglie di Gabriel che appaiono più spesso e risultano anche più importanti a livello di trama sembrano buttati lì nel gabinetto a livello di caratterizzazione facciale... e questo spiace soprattutto perché tutte le ambientazioni risultano davvero ben realizzate (non tutte ahimè) ed ispirate.
C'è da dire che le creature mostruose che si incontreranno sono frutto di un bel concept di base. 
La ripetitività dei mostri cmq. è un cliché della saga (a parte i favolosi Boss) e quindi anche qui si può chiudere, per me, bellamente un occhio. 

Come lo comandi il Robot senza orologio Daisaku? 

Bypassato il trauma del character design e fatta l'abitudine con le ambientazioni, troppi esterni e troppe ambientazioni diurne per un titolo del genere, procediamo con l'analisi del gameplay. 
L'ambientazione 3D alla  "picchiaduro-recente-che-si-rifà-ai-fasti-della-bell'epoque" , vale a dire quella che ti fa girare per ambientazioni ultradettagliate ma senza la libertà di girare la telecamera a tuo piacere, miete ancora le sue vittime, con una telecamera che a volte non risulta così precisa come dovrebbe, ma nonostante tutto serve per sottolineare ancora di più la cinematografia del tutto. 
Il gioco si divide in capitoli, ognuno del quale viene aperto (e ri-aperto all'occorrenza per prendere bonus quando avremmo acquisito delle abilità specifiche) con dialoghi recitati da Stewart e che sottolineano il viaggio di Gabriel e le pene che questo poraccio è costretto a patire. 
Tutto molto bello, ma alla lunga, si tende a saltare l'intermezzo dopo la seconda volta che si schiaccia il pulsante: "continua"
Esempio di ottima location per un picnic 
domenicale in compagnia di amici e parenti

Cercando di mantenere il feeling della serie, troviamo le classiche barrette dell'energia vitale e di quella magica che vengono accompagnate da ulteriori due barre laterali che vengono riempite con energia Sacra o Diabolica dando la possibilità (man mano che sblocchiamo abilità con punti ottenuti dalle uccisioni) di sfruttare combo nuove e sempre più efficaci o di recuperare energia perduta direttamente sul campo di battaglia in occasioni disperate. 
Il sistema delle combinazioni d'attacco in effetti è una delle cose che più mi ha convinto. Non è eccessivamente ripetitivo e si tende a variare per trovare sempre nuovi schemi d'attacco contro i vari nemici che ahimè invece, tendono a ripetersi in gran numero (come dicevo sopra, ok è un marchio di fabbrica la non varietà di nemici della serie, ma la ristrettezza dei livelli non fa che aggravare la situazione proponendoli in un loop non sempre troppo piacevole). 
Abbiamo ovviamente lo spazio per portare con noi quattro tipi di reliquie: 
I classici pugnali,
L'Acqua Santa, 
Il Cristallo dell'Oscurità (che serve per evocare un Demone in grado di infliggere ingenti danni a tutto quello che ci circonda), 
Le Fate (servono a distrarre i nemici oppure se usate con la Magia Diabolica a farle esplodere contro questi).

Le battaglie con i Boss... punto forte della serie... qui sono ridotte all'osso, nel senso che vi sono alla fine di ogni capitolo (e qualche volta ci si ritrova un mid-boss nel bel mezzo di questo), ma risultano voler vertere troppo sulla solita spettacolarizzazione e poco sulla bravura di eseguire un pattern di mosse ben preciso (sempre presente) che risulti appagante per l'elevato livello di difficoltà offerto. Praticamente assomigliano in toto a quelle di Devil May Cry e Bayonetta (per citare due dei più stilosi (passatemi il termine)). 


Ed a volte ti ritornano quei deja-vù 
di Mr. Mosquito


Infine, la longevità del prodotto è affidata quasi completamente alla possibilità di rifare i capitoli con le reliquie che vengono sbloccate durante la prima partita. Se di per se la cosa non sembra male, alla lunga secondo me, stucca. Ripetere sempre le stesse cose, con gli stessi identici mostri, con lo stesso identico pattern di mosse è un'arma a doppio taglio rendendo ripetitivo anche un sistema di combattimento più che decente. 
La storia poi a volte risulta davvero buttata lì e si evince subito che vi era lo spazio vacante lasciato per opportuni DLC. 
Il finale dopo i titoli di coda in effetti risulta un pò una sorta di sorpresa e ci si domanda come le cose siano andate per arrivare a quella soluzione. Tutto penso che sarà spiegato in questi livelli da scaricare a pagamento per chi ci vuole perdere tempo ed è rimasto appunto intrigato dall'esigua trama principale. 
Ammetto che anche io son abbastanza curioso di sapere cosa sia successo ad un certo punto, ma la mia stoica pazienza mi fa attendere che mettano questi DLC come minimo alla metà del loro costo attuale. 

Comunque procediamo con le votazioni finali per il sottoscritto:

Grafica: 8.0 
Si poteva migliorare soprattutto per le espressioni dei comprimari ed il voto sarebbe salito in caso fosse stato ambientato quasi interamente nel Castello (gli interni sono favolosi). 

Storia: 6.0
Ridotta all'osso e banalissima, non che quelle degli altri capitoli della saga fossero più profonde, ma dopo tutta la cinematograficità (passatemi il termine) almeno io mi aspettavo qualcosa di innovativo e di più ispirato.

Giocabilità: 7.0
Ottimo il sistema di combattimento, che non spicca per problemi legati alla longevità del prodotto (il dover ripete le scene una volta sbloccate opportune reliquie a volte risulta una scelta troppo legata secondo me). 

Longevità: 6.0
L'avventura principale non dura tantissimo (finito in due giorni nemmeno a livello medio) e cmq. per quel che mi riguarda non mi ha invogliato a rigiocare troppe volte le zone passate per trovare tutte le reliquie che mi servivano per aumentare al massimo le barre d'energia/magia etc... questo dovuto al fatto che la ripetitività delle situazioni alla lunga stucca. 

Voto: 6,75

Commento finale:
Un buon prodotto che non vuole essere un ulteriore capitolo della serie, ma una sorta di ibrido tra un film interattivo ed un picchiaduro a scorrimento, ma con una trama che ahimè non riesce a sollevare più di tanto le sorti del tutto.
Peccato, si poteva far di meglio sicuramente sfruttando il brand. 
Cmq. se vi piace il genere e non avete troppe pretese a livello di trama sicuramente troverete un'ottima sfida a livelli di difficoltà alti. 

 Tu, con quella capigliatura non ti puoi proprio
lamentare, almeno a te ti si ricorda per qualcosa. 

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